Succede a Lungofoglia in Via Toscanini… macchè i 3 giorni del condor … gli 8 giorni del gatto

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18 novembre 2022

Dadeno

PESARO – Se è vero come è vero che fa più notizia un uomo che morde un cane che non il suo contrario, la notizia è quella di un gatto che si guadagna il palcoscenico di Lungofoglia tenendolo in scacco per oltre una settimana. Ma partiamo dall’inizio. E’ il 9 novembre (qualche minuto dopo le 7 del mattino) quando due scosse sismiche di magnitudo 5.7 terrorizzano la città. La gente si catapulta in strada ma lui, Kile un bengalino di 4 anni che dorme in veranda, si sente perso. E allora ci mette un atttimo a infangere disperatamente il plexigas e uscire, per la sua prima volta in vita sua, nel mondo esterno. Ma non basta. Per opporsi alla fozra della natura il felino ha in mente altro: inerpicarsi su un pino di 25 metri e attendere l’evoluzione degli eventi. E’ la seconda scossa quando il gatto, appollaiato, si sente al sicuro. Lui, ma non i suoi familiari. E qui comincia l’avventura vera e propria. La famiglia vive momenti di apprensione, peggio, di paura. “Dai tesoro scendi giù” implora Anna che è la “mamma” del gattino. Ma lui, indomito, di rischiare non se la sente. Nel frattempo viene richiesto l’aiuto dei vigili del fuoco che non possono prestare soccorsi issando una scala perché il terreno sottostante rischia di crollare. Allora che fare? Non resta che attendere che Kile, irretito da cibo lasciato ai piedi dell’albero, si convinca che il peggio è passato. Ma lo sciame sismico continua (anche se non percepito dagli umani) e lui di scendere non ha alcuna voglia. Una settimana di attesa duirante la quale Anna e i suoi figli fanno praticamente orario di ufficio sotto l’albero. Siamo al 16 novembre quando si decide di effettuare un blitz. Così si chiama Fabio, un esperto rocciatore, che sale sul pino e arriva quasi a toccare il gatto che, impaurito, salta su un albero ancora più in alto. Irragiungibile. E arriviamo all’epilogo il 17 novembre quando si decide l’intervento risolutivo. Il rocciatore munito diu corde ci riprova mentre sotto la pianta un gruppo di volontari regge una rete di protezione. Ci siamo quasi, Fabio ha Kile sopra di lui e sta per afferrarlo quando il gatto decide si sottrarsi alla cattura spiccando…un volo di oltre 15 metri non riuscendo a centrare la rete e cadendo rovinosamente sul cemento. Oddio, sarà la fine? Macchè, Kile schizza via nel parcheggio vicino e s’infila nel motore di un’Audi. I soccorritori avvolgono l’auto con una rete cercando di recuperare il gatto. Ancora niente da fare. E’ tempo di chiamare una volta ancora i professionisti. Ed acco i vigili del fuoco che sollevano la vettura e sospingono la bestiola in una gabbietta. E’ fatta. Ora non rimane che portare il gatto dal veterinario dr. Manfroni che, allertato in precedenza, visiterà Kile. Diagnosi: spavento e ammaccature, niente di più. Ora Kile è a casa dove sembra chiedersi “Beh, che ho fatto?”

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