Ancona, entrano in una scuola chiusa: ragazzi nei guai

Ancona, entrano in una scuola chiusa senza consenso: 12 ragazzi nei guai. L’effrazione, ovvero la violazione di un edificio chiuso, è un vero e proprio reato. Questo comporta l’ingresso non autorizzato all’interno di proprietà altrui. Si tratta di un reato severamente punito. Vediamo cosa è accaduto ad Ancona:

Ad Ancona, un gruppo di ragazzini con un’età media di 16 anni, si sarebbe introdotto all’interno di un scuola. L’edificio, di proprietà comunale, pare fosse stato chiuso anni prima. Ecco qualche dettaglio in più sulla vicenda avvenuta sabato:

Ancona entrano in una scuola

Ancona, entrano in una scuola chiusa: ecco come è avvenuta la violazione

Stando alle prime ricostruzioni del caso, pare che il luogo della vicenda sia stata una ex scuola materna. La scuola sarebbe Regina Margherita in via Ragusa, a pochi passi dalla sede della Croce Gialla. Stando alle prime informazioni rinvenute, pare non sia ancora molto chiaro quale sia stato il motivo dell’illecito. Probabilmente il gruppo di ragazzino sarebbe stato intento a passare una serata diversa.

In base a quanto rinvenuto, il loro divertimento all’interno delle quattro mura pare sia stato subito interrotto dagli agenti della polizia locale. Questi ultimi sembrerebbe che siano stati allertati dai residenti nei dintorni. In particolare, le persone nelle prossimità avrebbe telefonato al 112 dopo essersi accorti della presenza di intrusi nella scuola. La chiamata pare sia arrivata lo scorso sabato sera, intorno alle ore 21. A motivare la chiamata sarebbe stato dunque l’accorgersi di un via vai di ragazzini e di rumori assordanti.

Una volta arrivati sul posto, gli agenti di polizia locale avrebbero identificato tutti i ragazzini. Si tratterebbe di un gruppetto composto da 12 persone, miste tra maschi e femmine, e con un’età compresa tra i 16 ed i 17 anni. Solo uno di loro pare avesse 12 anni, mentre uno 18. La pattuglia avrebbe sorpreso dunque i ragazzini ancora all’interno dell’edificio. In base alle prime ricostruzioni, l’edificio pare che sia di proprietà del comune. Esso pare sia dotato di cancello e recinzione che, però, non avrebbero subito danni.

Gli agenti avrebbero dunque fatto uscire tutti i ragazzini, procedendo poi con l’identificazione di ognuno di essi e con la chiamata ai genitori. Dall’identificazione pare sia emerso che si tratti di un gruppo composto da tutti bengalesi. Sembra che nell’anno 2013 la struttura fosse anche occupata a seguito di una protesta. La protesta sarebbe stata fatta per il diritto all’abitazione e dunque definita come “Casa de nialtri”. Oggi rappresenterebbe la sede del centro diurno per disabili “Laboratori e mestieri”.