Ancona, prelievi sospetti dalla carta di credito: era il compagno

Ancona, prelievi sospetti dalla carta di credito: era il compagno. Episodi di prelievi impropri dalle carte di credito si verificano sempre più spesso. Infatti, sono diventati una problematica crescente e significativa. Possono verificarsi in modi diversi e causare danni più o meno gravi alle vittime. Vediamo qualche dettagli in più su quanto accaduto in provincia di Ancona:

A Jesi, una donna 30enne avrebbe rilevato dei prelievi sospetti dalla propria carta di credito. Una volta scattata la denuncia, si sarebbe scoperto che l’autore di tale gesto fosse proprio il suo compagno. Ecco qualche informazione in più su quanto avvenuto:

Ancona prelievi sospetti

Ancona, prelievi sospetti dalla carta di credito: compagno scoperto dalla spycam

Stando alle prime ricostruzioni del caso, il fatto risalirebbe tra il 7 ed il 10 maggio scorso. A Jesi, una donna di circa 30 anni, si sarebbe recata al Commissariato di Polizia con l’intento di effettuare una denuncia. Si sarebbe recata alla polizia per denunciare dei prelievi effettuati con la sua carta di credito ma non autorizzati. Pare che in quegli stessi giorni le siano stati sottratti in totale 460 euro, prelevati presso un bancomat Unicredit. Alla polizia la donna sembrerebbe aver dichiarato di non aver mai comunicato il pin a nessuno e di non aver mai smarrito la carta.

In base alle informazioni ottenute, gli agenti della polizia giudiziaria si sarebbero prontamente mobilitati per visionare le immagini catturate. Dalle telecamere di videosorveglianza sarebbe emerso, in maniera nitida, che l’autore di tale misfatto sia un uomo. A quanto pare, sarebbe un uomo di Pesaro di circa 35 anni, nonché convivente e compagno della donna. Attualmente, l’uomo sembra sia stato denunciato e pare debba rispondere all’accusa di utilizzo improprio di carta di credito.

Le indagini effettuate grazie alle verifiche nei database avrebbero portato gli investigatori del caso a scoprire altro. L’uomo si sarebbe recato allo sportello prelievi con un’auto intestata alla donna stessa. Ciò avrebbe dunque suggerito che i prelievi fossero stati effettuati da un familiare della vittima. Le intuizioni sarebbero poi diventate conferme, infatti esse avrebbero suggerito che l’uomo alla guida fosse proprio il convivente 35enne. Sembra che egli fosse totalmente consapevole della denuncia presentata nei giorni addietro. Avrebbe mentito ancora, dunque, per ottenere un vantaggio a livello economico. L’uomo pare sia stato convocato dal Commissariato e denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria di competenza.