Ancona, pistola alla testa: marito le rompe una costola

Ancona, pistola alla testa: il marito, poi, le rompe una costola. Purtroppo, gli episodi di violenza domestica sono sempre più frequenti. Non è raro ascoltare parlare una donna che abbia subito violenze verbali e fisiche. Le continue vessazioni prima o poi, spingono a denunciare l’aggressore, qualunque sia il grado di parentela. Vediamo cosa è successo ad Osimo:

Ad Osimo, in provincia di Ancona, dopo più di 10 anni di maltrattamenti, un uomo sarebbe stato denunciato dalla moglie. La denuncia di lei pare sia arrivata dopo la minaccia di far del male sia a lei che al figlio minorenne, e poi anche a se stesso. Ecco qualche informazione in più rispetto al caso:

Ancona pistola alla testa

Ancona, pistola alla testa: ecco maggiori informazioni a riguardo

Stando alle prime ricostruzioni del caso, lo scenario di tale faccenda sarebbe Osimo in provincia di Ancona. Sembra che per oltre 10 anni di matrimonio, la donna abbia subito minacce e vessazioni al punto tale da finire in pronto soccorso per una costola rotta. Per tale diagnosi le sarebbero stati dati 30 giorni di prognosi. In quel caso, pare che il marito l’avesse obbligata a dare la colpa al cane. Quella che apparentemente pareva essere una forma di protezione, si sarebbe trasformata in una forma di possessione.

Pare che l’uomo volesse sapere continuamente dove fosse. In passato, sembra che l’abbia tradita almeno per due volte e che abbia passato anche intere notti fuori casa. In base alle informazioni rinvenute, pare che le facesse scenate di gelosia se non rispondeva subito al telefono e che le avesse imposto il divieto di uscire e vedere altra gente. Successivamente a tali eventi, sembra che una volta sia arrivato anche a puntarle una pistola alla testa. soltanto per non farla andare insieme al figlio ad una festa di compleanno. La pistola in questione, pare che la detenesse regolarmente. Un clima di puro terrore vissuto dalla donna di 45 anni, sposata con l’uomo di 58 anni. Insieme pare che abbiano avuto il loro unico figlio nel 2011.

Stando a quanto rinvenuto, la donna lo avrebbe denunciato nell’aprile del 2023. A seguito della denuncia, pare che l’uomo sia finito sotto processo per maltrattamenti aggravati in famiglia davanti ad un collegio penale. Ieri mattina, sarebbe stata ascoltata la testimonianza della vittima, difesa dall’avvocato Laura Catena. L’uomo, invece, dall’avvocato Ennio Tomassoni ed avrebbe il divieto di avvicinarsi alla moglie. La denuncia pare sia partita dopo che l’uomo avrebbe capito che lei voleva separarsi. Sembra che si fosse recato a prendere il figlio a scuola. Poi, l’avrebbe chiamata e detto: <<mi ammazzo, faccio un frontale>>.