Ancona, vaccini sprecati: condannato infermiere

Ancona, vaccini sprecati: condannato infermiere. Tutti noi ci ricordiamo il periodo di piena pandemia e dei conseguenti vaccini anti-covid. Non tutti, però, sono stati disposti a vaccinarsi. Alcuni, anche imbrogliando. Vediamo cosa è accaduto ad Ancona:

Ad Ancona, un infermiere di 52 anni, avrebbe finto di somministrare dosi di vaccino anti-covid in cambio di un compenso di circa 300 euro per dose. Tutto per assicurare loro il Green Pass. Di seguito qualche dettaglio in più su tutto l’accaduto:

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Ancona, vaccini sprecati: ecco tutte le informazioni riguardanti il caso

Stando alle prime ricostruzioni del caso, sarebbero cento le dosi sprecate con una spesa costata allo Stato più di 50 euro a seduta. Pertanto, la Corte dei Conti delle Marche pare abbia condannato per danno erariale un infermiere ritenuto come infedele.

L’infermiere in questione sembra che dovrà risarcire presso le casse pubbliche 8329,24 euro. Di questi ultimi: 1946 euro spetterebbero al Consiglio dei Ministri, 6383,24 all’Asur. Per Asur si intenderebbe l’azienda sanitaria unica regionale, che a quanto pare oggi sarebbe suddivisa in cinque Ast (aziende sanitarie territoriali).

L’infermiere 52enne sembra che sia andato incontro ad una responsabilità amministrativa. Pertanto, sarebbe finito sotto inchiesta al tribunale ordinario per i seguenti motivi: peculato, corruzione e falsità ideologica. Sembra che la Procura abbia chiuso le indagini preliminari a giugno 2023, svolte su 77 persone compreso l’infermiere.

In base alle informazioni rinvenute, per l’infermiere sarebbe arrivata prima la giustizia contabile rispetto a quella penale. Il tutto sarebbe riconducibile ai vaccini anti-covid. Il periodo risalirebbe a gennaio 2022, dopo un’indagine della squadra mobile definita con il nome di “Euro Green Pass”.

In base a quanto ricostruito, l’infermiere tra il novembre 2021 e il gennaio dell’anno dopo, avrebbe buttato centinaia di dosi in cambio di denaro. Si parlerebbe di circa 300 euro per ogni dose non somministrata. Avrebbe, quindi, simulato l’iniezione sui pazienti gettando il siero a terra oppure nei cesti della spazzatura. Il tutto per far si che i pazienti ottenessero il Green Pass, strumento che in piena pandemia assicurava la possibilità di muoversi. E che, appunto, veniva rilasciato solo dopo aver effettuato il vaccino.

A tal punto, il danno patrimoniale contestatogli sarebbe stato calcolato in base alle dosi sprecate oltre che per il costo effettivo di quel periodo per assicurarsi il personale ed i turni di lavoro. Pare che all’inizio fosse stato contestato un danno erariale di circa 13mila euro e 115 dosi sprecate. Successivamente sarebbero ridotte a 100.

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